martedì 4 aprile 2017

La banda del castèl ("prequel" de "la luna e la vecchia cascina")

"Te li avrei reastituiti!" Urlava Piero con tutto il fiato che aveva in gola, "zitto!" gli intimò la madre menandogli uno sberlone mica da ridere, "no no no te lo giuro!, te li avrei ridati!", un altro sberlone inerruppe l'accorata promessa di risarcimento.

Piero questa volta l'aveva fatta grossa, io avevo sette anni e sbirciavo la scena da dietro l'angolo della casa del Muto, un falegname maestro nel fare sedie, tavoli e modellare qualsiasi forma con la gommapiuma, un artista insolito e ahimè per lui, silenzioso; 

Piero aveva rubato cinquemila lire dal borsellino della madre ed era poi corso da Maria de bè (un bazar di dolciumi, bevande improbabili, giocattoli, figurine dei calciatori, biglie, bambole, kit per fabbricare collanine, vicino al convento delle suore Canossiane), ad acquistare quindici pistole dei rengers (tutte in metallo) ed un mare di "calpis",cartucce esplosive per caricare le pistole giocattolo, ma Piero aveva sottovalutato Maria de bè, la quale si era rifiutata di vendergli le pistole e gli aveva chiesto di mostrargli i soldi per vedere se erano "buoni", una volta presi li aveva tenuti ed era andata dalla madre per chiederle se era al corrente delle spese folli del figlio.....

L'epilogo del dramma erano i sonori ceffoni che noi compagni di gioco di Piero stavamo udendo ben nascosti in fondo alla via.

Piero era un generoso, voleva acquistare le pistole per regolarizzare il nostro status di "banda"e farci entrare nel vortice di feroci duelli ed agguati in sella ai nostri destrieri a due ruote correndo per le vie del "castello" (vedi il link del post in cui ho spiegato origini e forma del "castello" ESTATI).

Cinquemila lire nel lontano 1967 era un discreto gruzzolo, ci si poteva acquistare il cibo per una settimana di una famiglia di quattro persone, una pistola costava centocinquanta lire, ma la madre di Piero nel borsellino aveva solo la banconota grossa e da qui nacquero i problemi del generoso (e decisamente incauto) ragazzo, il bandito del castello....

Il giorno dopo ci si ritrovò tutti insieme e Piero aveva ancora gli occhi  lucidi perchè il padre la sera precedente, al ritorno dal lavoro, ricevuta una minuziosa e dettagliatissima relazione dell'accaduto, gli aveva fatto un "richiamino" a suon di sculaccioni, "non saremo mai una vera banda" commentò sconsolato il generoso Piero, decidemmo di ripiegare su qualcosa di meno costoso, manici di scopa, mollette del bucato ed elastici fatti con le camere d'aria malmesse delle biciclette.

Procurarsi i manici di scopa non era un problema, Cocòl, la ferramenta a pochi passi dal castello li vendeva per pochi spiccioli, le mollette furono rubate dagli stendibiancheria sparsi un po' dappertutto, si scelsero quelle in legno ed il più nuove possibile, il montaggio era semplice, si smontava la molletta, la parte con la molla la sifissava con un chiodo corto ma a testa larga , poi sulla metà piatta del (mezzo) manico si metteva un altro chiodo, con la testa piccola, una volta rimontata la molletta per panni si prendeva un elastico, in realtà composto da molte sezioni di camera d'aria larghe circa un centimetro ed annodate fra loro fino ad ottenere un "elasticone" lungo venti centimetri, si inforcava sul chiodo in cima all'attrezzo il primo anello dell'elastico e l'ultimo lo si bloccava fra le ganasce della molletta per panni, ora pomposamente rinominata "grilletto".

Purtroppo le mollette avevano una tenuta scarsa per cui si preferiva tirare l'elastico con un dito e lanciarlo con maggior forza possibile.

Ognuno di noi distribuì e fu oggetto di numerose "elasticate" senza danni particolari se non al proprio orgoglio di pistolero.

L'estate se ne andò a colpi di elastico e di tutti i giochi possibili ed immaginabili, verso la fine di Agosto mia madre decise di farmi come regalo un "arma"ad elastici a forma di fucile realizzato da  Ezio, l'altro falegname il cui laboratorio era anch'esso in castello.

Ma ormai ero pronto per l'iniziazione, presto sarei passato ad un
arma vera, la cerbottana e poi la fionda......

Qui il seguito....

LA LUNA E LA VECCHIA CASCINA



 Una forma evoluta del fucile della banda del castèl....





Nessun commento:

Posta un commento